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LA STORIA DEI MARCHI

RECTAFLEX

Prologo

Gli anni '45 videro molti cambiamenti. Prima le macchine fotografiche della 135, come Leica, erano il mirino galileiano, dotati un sistema di misurazione delle distanze e gli obiettivi erano pochi, da 28 a 135 mm perché era a vite.
Invece la prima reflex è un vanto italiano: ci riferiamo alla Rectaflex. Perché era un mirino a pentaprisma e
lo specchio, cioè un'immagine diritta all'obiettivo, ed l'innesto intercambiabili è una baionetta. Dieci anni circa poi la fine: la chiusura alla fabbrica. Perché? Ecco quindi la storia della Rectaflex.

 

Gli amici del Trullo
Il Trullo è fra via Portuense e via della Magliana; oggi ci sono i palazzi e i negozi ma prima non era cosi: nel 1930 erano poche persone e molto lontano dal centro.

 

eccetera


 

Curiosità: tragicomico della Fiera

Fiera di Milano del giugno 1947. Un colonnello dei carabinieri, Armando Pelamatti, si presenta al cospetto del Corso "il prisma della Rectaflex 947 corregge l’inversione sopra-sotto dell’immagine nel mirino, ma non quella destra-sinistra, rendendo praticamente impossibile comporre le inquadrature in verticale!". Corsi cade in depressione, ma si porta a Roma il colonnello Pelamatti, insieme al quale ridisegnerà il prisma per ottenere il raddrizzamento completo dell’immagine all’oculare.

 

bibliografia: libro "Rectaflex, la reflex magica" di M.Antonetto; i siti: "L'Industria fotografica italiana - Rectaflex" di D.Cecchi,  monografia pp. 50 di Antonello Anappo,  FOTOCAMERE ITALIANE 1946-1964 di Donato Consonni.
immagini e ritocchi