LA STORIA DELLA...

OLYMPUS BRIDGE

Le "bridge" (ponte) sono fra le reflex professionali e le compatte sofisticate. Tale serie era caratterizzata da un corpo estremamente innovativo, ergonomico e motorizzato ed un'ottica di alta qualità zoom a comando elettronico autofocus.
La Olympus IS 1000 (Olympus IS1 negli USA ed Olympus L1 in Giappone) si caratterizza per una sagoma originale, sviluppata attorno al nucleo formato dal mirino, dalla fotocamera e dall’obiettivo, allineati lungo un asse principale, ed affiancati sul lato destro da una impugnatura completa del pulsante di scatto e dei comandi principali. Con le bridge cameras Olympus ha voluto fare un passo in avanti rispetto a tuttigli altri costruttori, sebbene spinta da esigenze di riconquista del mercato semi-professionale.
L’obiettivo della Olympus IS 1000 è uno zoom 35-135mm f/4.5-5.6 composto da sedici lenti e con il diametro anteriore filettato per filtri da 49mm e la messa a fuoco automatica parte da 120cm, ma in posizione “tele-macro” scende a 60cm. L’otturatore a tendina sul piano verticale offre le velocità di otturazione fra quindici secondi ed 1/2000 di secondo ed il motore incorporato per l’avanzamento della pellicola funziona per scatti singoli o per sequenze continue con la velocità di 1.8 scatti al secondo.
Il piccolo flash estraibile incorporato nel tettuccio del mirino reflex ha il numero guida 20 in automatico ed il numero guida 15 in manuale. La messa a fuoco automatica può essere convertita nel funzionamento manuale e viene assistita da un illuminatore in caso di scarsa luminosità. Il sistema di misurazione della luce è del tipo con seleziona automatica, ma può essere convertito nella misurazione con la media ponderata o nel sistema “spot” sulla zona centrale ristretta. L’esposizione è del tipo automatico programmato, per scene notturne, per ritratti, a priorità del diaframma o completamente manuale, oltre che in automatismo con il flash.
Il mirino indica i valori del diaframma e della velocità di otturazione, oltre ai segnali della messa a fuoco, del flash, della misurazione spot e della compensazione. Un ampio display posto sul dorso contiene inoltre tutte le indicazioni relative alle funzioni, ai modi di funzionamento ed allo stato di carica delle batterie. Uno sportellino dà accesso ai pulsanti MACRO, DRIVE, REWIND, FLASH e SUBJECT per la selezione del programma automatico di esposizione.

1990 - Olympus IS 1000

Nel 1992 viene presentata la versione Olympus IS 1000 QD con il dorso datario incorporato. Nel 1992 viene sostituita dal modello Olympus IS 2000 (Olympus IS2 negli USA e Olympus L2 in Giappone), che monta lo stesso obiettivo, lo otturatore e il flash incorporato ma un motore più rapido da due (o 2.8) scatti al secondo ed una carrozzeria molto simile al modello precedente. La Olympus IS 2000 permette in più l’esecuzione di immagini tagliate nel formato “panorama” grazie ad un adattatore, ed un programma per l’esposizione automatica nelle foto di azione e, nel 1993, viene affiancata dalla versione Olympus IS 2000 QD con il dorso datario incorporato.
Sempre del 1993, la Olympus IS 3000 (Olympus IS3 negli USA ed Olympus L3 in Giappone) che monta un obiettivo Zoom più potente, 35-180mm f/4.5-5.6 a sedici lenti che mette a fuoco a partire da 120cm, a 60cm in posizione “tele macro” e monta filtri da 55mm di diametro. Viene utilizzato lo stesso otturatore, il motore ed il flash. Gli automatismi dell’esposizione sono aumentati, con l’automatismo a priorità dell’otturatore, oltre al modo manuale ed a quello in automatismo con il flash. La Olympus IS 3000 permette il controllo a distanza con o senza cavo, e può essere accessoriata con la lente “macro” per riprese a 40cm di distanza e con gli aggiuntivi tele (1.7X) e grandangolo (0.8X) che portano le focali rispettivamente massima e minima a 300mm ed a 28mm. La Olympus IS 3000 è un poco più grande e pesante dei modelli precedenti, e viene presentata poco più tardi nella versione Olympus IS 3000 QD con il dorso datario incorporato.
Nel 1994 viene presentata una nuova fotocamera della serie IS, dall’estetica diversa, più piccola e compatta delle precedenti, equipaggiata con un obiettivo Zoom 28-110mm f/4.5-5.6 formato da undici lenti che mette a fuoco a partire da 75cm e monta filtri di diametro 52mm. La fotocamera viene battezzata Olympus IS 100 (Olympus IS10 negli USA ed Olympus L10 in Giappone). L’otturatore ha una gamma di velocità di otturazione ridotta, fra due secondi ed 1/2000 di secondo, il motore avanza i singoli fotogrammi, ed il flash ha il numero guida 14. La misurazione è del tipo valutativo, semispot o spot, la messa a fuoco automatica può avvenire in maniera singola o continua, e l’esposizione automatica è programmata (standard, azione, ritratto, paesaggio, notturno) o a priorità del diaframma. Non è prevista la possibilità di esposizione manuale, né la correzione intenzionale, ma è possibile l’esposizione automatica con il flash. Il mirino ha la correzione diottrica ed un piccolo display posto sul tettuccio informa sulle funzioni. Può essere comandata a distanza senza cavo e può essere accessoriata con un aggiuntivo tele 1.7X che porta la focale massima a 180mm. Anche la Olympus IS 100 viene offerta nella versione IS 100 QD con il dorso datario. Alla Olympus IS 100 si affianca nel 1996 un modello quasi identico denominato Olympus IS 100S (IS 10S negli USA ed Olympus L10 in Giappone), che monta lo stesso obiettivo, ha un otturatore da 1/2000 di secondo con le velocità lente selezionabili manualmente fino a sessanta secondi (posa LT), ed il flash che in posizione tele ha il numero guida 18.
Anche la Olympus IS 100S QD viene offerta nella versione con il dorso datario.
Nel 1997 viene presentata la fotocamera Olympus IS 200 (IS 20 negli USA ed Olympus L20 in Giappone), che monta lo stesso obiettivo Zoom 28-110mm della Olympus IS 100, e lo stesso un otturatore, il flash, lo sistema di misurazione e esposizione automatica. Invece si caratterizza per una nuova carrozzeria con le finiture di colore nero e argento, per il coperchio incernierato alla montatura dell’obiettivo, e per la funzione “panorama” grazie all’accessorio per la riduzione del formato e, anche, alla posa lunga LT. Per il solo mercato americano viene messa in commercio una Olympus IS 21 che ha le stesse caratteristiche della Olympus IS 200, a parte la mancanza del coperchio dell’obiettivo incernierato.

1992 - IS 2000

1993 - IS 3000

1994 - IS 100

1999 - IS 300

Nel 1999 la serie delle Olympus IS si completa con il modello Olympus IS 300 (Olympus IS30 negli USA ed Olympus L30 in Giappone), che monta lo stesso obiettivo zoom 28-110mm dei modelli precedenti e l'otturatore dei modelli precedenti, ma monta un flash più potente, con un numero guida 25 in posizione Tele ed un numero guida 18 in posizione grandangolo. La Olympus IS 300 permette la correzione dell’esposizione fino due diaframmi in più o in meno, ha le finiture di colore nero ed argento, il coperchio incernierato alla montatura dell’obiettivo, ed è disponibile nella versione con il dorso datario Olympus IS 300 QD.
Nel 2002, quando le fotocamere reflex digitali stanno conquistando sempre maggiori quote di mercato e la stessa società ha in produzione le Olympus Camedia E10, vengono presentate le ultime due fotocamere della serie Olympus IS a pellicola, battezzate rispettivamente Olympus IS 5000 (IS5 negli USA ed L5 in Giappone) ed Olympus IS 500 (IS50 negli USA ed L50 in Giappone). Le due fotocamere, praticamente identiche nella carrozzeria, nelle finiture, nelle dimensioni e nel peso, ripetono molte delle caratteristiche delle fotocamere Olympus IS 300, come l’otturatore, il motore, eccetera.
Un anno più tardi, del 2003, Olympus cessa la produzione delle fotocamere a pellicola.

testo: la storia Olympus con Danilo Cecchi e Candido Scocco
immagini: camerapedia.wikia.com (6)