-  

LA STORIA DELLA...

LEICA


ob. fisso e a vite


baionetta M


reflex

OTTICA FISSA E VITE

Come è noto, attorno al 1913 Oskar Barnack (nov 1879 - gen 1936), un dipendente della società Leitz di Wetzlar, all’epoca nota fabbricante di microscopi, realizza il prototipo di una fotocamera tascabile per l’impiego della pellicola cinematografica da 35mm, raddoppiando portandolo a 24x36mm. La pellicola cinematografica con doppia perforazione standard, inventata a Edison nel 1893, comincia in quegli anni ad essere impiegata per impieghi fotografici, mentre si registra la tendenza alla riduzione dei formati, anche con l’impiego di pellicola da 35mm non perforata. La prima camera è UR, cioè "Urbild" del tedesco ed è tradurre con archetipo, primordiale.

 Oskar Barnack a Wetzlar (Germania)

La Grande Guerra I° pone fine a queste esperienze, che vengono riprese in forme diverse da altri costruttori europei nel dopoguerra. Fra questi vi è la società Leitz, che nel 1923 realizza trentuno prototipi di una fotocamera 35mm derivata dal prototipo di Barnack.


1914 - UR (replica)


schemi Nullserie


1923 - Nullserie (replica)

Le fotocamere, note in seguito come Nullserie, cioè  Zero, vengono equipaggiata con un mirino a traguardo o di tipo ottico ribaltabile, un otturatore a tendina con cinque velocità di otturazione ed un obiettivo Leitz Anastigmat 50mm f/3.5, e vengono numerate da 100 a 130.  La produzione di serie e la commercializzazione, dapprima con il nome Leca, da LEitz-CAmera, poi rapidamente mutato in LEI-CA, inizia nel 1925, con la costruzione di circa ottocento fotocamere, di cui circa duecentocinquanta equipaggiate con un obiettivo Leitz Anastigmat 50mm f/3.5 a cinque lenti, realizzato in una montatura rientrante con un blocco a molla sulla posizione di infinito. Le Leica di serie utilizzano un mirino galileiano fisso sovrapposto al tettuccio, un otturatore a tendina dapprima con sei velocità, fra 1/25 e 1/500 oltre alla posa Z, poi portate a sette velocità fra 1/20 e 1/500 oltre alla posa Z, ed hanno il corpo rivestito in vulcanite. La seconda serie di fotocamere viene equipaggiata su circa ottocento esemplari con un obiettivo Elmax 50mm f/3.5 ancora a cinque lenti, sostituito all’inizio del 1926 con un obiettivo Elmar 50mm f/3.5 a quattro lenti con schema Tessar.

LEICA OTTICA FISSA

La produzione delle fotocamere Leica con ottica fissa, individuate come Leica I o Leica A, prosegue fino a tutto il 1930 con circa cinquantamila fotocamere costruite. La messa a fuoco avviene sulla scala metrica fra un metro e l’infinito, ma è possibile montare sulla staffa un telemetro verticale per la misurazione precisa delle distanze da riportare sulla scala metrica.
 

Leica I

1924 - ob. Anastigmat

1925 - ob. Elmax

1926 - ob. Elmar

1930 - ob. Hektor

Nel 1926 accanto alla produzione delle Leica con otturatore a tendina, allo scopo di offrire le velocità lente di otturazione, inizia la produzione, in piccole serie, delle Leica I Compur o Leica B equipaggiate con un otturatore a lamelle con otto velocità, fra un secondo ed 1/300 oltre alle pose B e T. L’otturatore viene montato attorno all’anello esterno dell’obiettivo, che è ancora del tipo retrattile, modificando la sagoma delle fotocamere. Dopo la realizzazione di poco più di seicento esemplari, nel 1929, l’otturatore Compur di tipo vecchio, con il selettore rotondo delle velocità (dial-set), viene sostituito con un Compur di tipo nuovo, con il selettore delle velocità a levetta posto sul bordo esterno (rim-set), e la produzione delle Leica-Compur prosegue fino al 1931 con poco meno di mille esemplari di questo tipo.

Fra il 1929 ed il 1930, inoltre, circa sessanta fotocamere Leica I con l’otturatore a tendina vengono rifinite con la placcatura in oro delle parti metalliche e con un rivestimento in pelle di lucertola di diversi colori. Le Leica I Luxus mantengono tutte le caratteristiche tecniche e le prestazioni delle Leica I di serie. Inoltre, fra il 1930 ed il 1931 circa centottanta Leica I vengono rivestite con della morbida pelle al posto della vulcanite.
Nel corso del 1930, inoltre, poco più di mille e trecento Leica I vengono equipaggiate con un obiettivo Hektor 50mm f/2.5 più luminoso dell’Elmar, mentre è noto che l’importatore inglese delle Leica provvedeva in alcuni casi a sostituire l’Elmar di serie con obiettivi inglesi luminosi Ross o Dallmeyer, oppure con i luminosissimi Meyer Kino Plasmat 50mm f/1.5. Queste sostituzioni fanno capire che è possibile modificare le Leica I personalizzandole, ed è la stessa società Leitz a sfruttare questa potenzialità fino ad allora trascurata.


 
1928 - Leica Compur

Nel 1930 inizia infatti la produzione delle Leica I equipaggiate con obiettivi Elmar amovibili ed intercambiabili. Le nuove Leica vengono ancora denominate Leica I o Leica C, e sono destinate in breve a sostituire completamente la produzione delle Leica I con ottica fissa.
A metà del 1930 l’obiettivo delle Leica viene reso amovibile per mezzo di un innesto a vite non standardizzato, e come obiettivi alternativi all’Elmar 50mm f/3.5 vengono proposti un grandangolare Elmar 35mm f/3.5 ed un teleobiettivo Elmar 135mm f/4.5 che vengono forniti insieme alla fotocamera, e riportano sulla montatura le ultime tre cifre del numero di serie della fotocamera, essendo l’innesto a vite non identico per tutte le fotocamere.

1930 - Leica non-standardizzata

Per l’inquadratura del 35mm viene fornito un mirino ottico, mentre per l’inquadratura del 135mm viene fornita una mascherina di riduzione da applicare sulla parte anteriore del mirino, e per una messa a fuoco più precisa viene fornito un telemetro accessorio a sviluppo verticale per la misurazione della distanza, con una base telemetrica più lunga di quella dei telemetri accessori già in produzione. Le Leica a vite non standardizzate vengono costruite in poco meno di tremila esemplari fino ai primi mesi del 1931, con le stesse caratteristiche tecniche ed estetiche delle Leica I ad ottica fissa, e con la stessa verniciatura nera delle parti metalliche, come la calotta superiore e fondello amovibile, e con la nichelatura dei comandi, come i bottoni di ricarica e ribobinamento ed il selettore delle velocità di otturazione.

Circa quaranta esemplari con ottica intercambiabile vengono invece rifiniti con le dorature ed i rivestimenti in pelle tipici delle Leica Luxus, e vengono quasi tutti equipaggiati con l’obiettivo Elmar 50mm f/3.5 dorato, tranne tre esemplari che vengono equipaggiati con il luminoso Hektor 50mm f/2.5 dorato.

LEICA A VITE

All’inizio del 1931 l’innesto a vite delle Leica I viene standardizzato e vengono proposti due nuovi obiettivi luminosi, come il noto Hektor 50mm f/2.5 e l’Hektor 73mm f/1.9 oltre al tele da ritratti Elmar 90mm f/4. Per distinguere le Leica I standardizzate da quelle non standardizzate, ed evitare l’errato montaggio degli obiettivi, sulla flangia filettata delle Leica I standardizzate viene inciso il numero Zero. Con la standardizzazione dell’innesto a vite si apre una nuova stagione, ma il modello Leica I a vite vive solo per un breve periodo, sotto l’incalzare delle innovazioni tecnologiche, e viene costruita fino al 1933 in poco più di settemila esemplari.
L’annuncio della presentazione da parte della Zeiss Ikon della fotocamera Contax con il telemetro incorporato, il millesimo di secondo e le velocità lente di otturazione, spinge i tecnici della Leitz ad accelerare il lavoro di preparazione dei prototipi Leica con le stesse caratteristiche.
Il primo di questi prototipi, la Leica II (o Leica D) equipaggiata con un telemetro orizzontale collegato al movimento di messa a fuoco dell’obiettivo, viene presentato alla Fiera di Primavera di Lipsia del 1932. Il successo è tale da obbligare la società Leitz a mettere immediatamente in produzione la nuova fotocamera, senza attendere gli altri miglioramenti, mentre molti proprietari delle “vecchie” Leica I richiedono la modifica delle loro fotocamere, con la sostituzione dell’intero tettuccio superiore. La produzione delle Leica II soppianta completamente quella delle Leica I a partire dal numero di serie 71.200, ed a partire dal 1933 la finitura con la verniciatura nera utilizzata per le parti metalliche viene sostituita dalla cromatura argentata. La produzione delle Leica II, prosegue anche dopo il 1933, nonostante la presentazione del modello Leica III con le velocità lente di otturazione, ritenute da molti non essenziali, ed arrivando alla costruzione di oltre cinquantamila esemplari, di cui quasi trentasettemila con le finiture nere e le altre con le finiture cromate. Nei primi anni del dopoguerra la filiale Leitz di New York assembla le ultime duecento Leica II utilizzando la cassa delle Leica III e richiudendo il foro presente sul frontale per il selettore delle velocità lente, non presenti sulle Leica II.

 1932 - Leica II

 1932 - Leica Standard

Se il successo commerciale e la necessità di concentrare la produzione sul modello maggiormente richiesto Leica II significano la forzata sospensione della produzione delle più economiche Leica I, di fatto una certa richiesta di fotocamere Leica più economiche permane. La società Leitz decide allora di rimettere in produzione fino dal 1932 le Leica a vite sprovviste del telemetro incorporato, battezzandole Leica Standard (o Leica E).

Esteticamente quasi identiche alle Leica I, ad eccezione del bottone di ribobinamento, le Leica Standard vengono costruite fino alla prima metà degli anni Quaranta in oltre ventisettemila esemplari, di cui circa la metà con le finiture nere e l’altra metà con le finiture cromate. Analogamente alle Leica II, nei primi anni del dopoguerra la Leitz di New York assembla circa seicento Leica Standard utilizzando la cassa delle Leica III e richiudendo il foro presente sul frontale per il selettore delle velocità lente.
All’inizio del 1933 viene presentata la nuova Leica III (o Leica F), equipaggiata con lo stesso tettuccio delle Leica II con il telemetro incorporato, e con le velocità lente di otturazione, fra un secondo ed 1/20 di secondo, selezionabili da un bottone posto sulla parte destra del frontale, vicino al bocchettone degli obiettivi. Le Leica III hanno ancora la velocità di otturazione più alta pari a 1/500, e vengono rifinite con la vernice nera, per passare poi alla cromatura argentata. Alcuni esemplari vengono equipaggiati con un obiettivo luminoso Summar 50mm f/2 a sei lenti, costruito sia in montatura rigida che rientrante, allo scopo di contrastare il successo degli obiettivi Sonnar 50mm f/2 delle Contax.
Nello stesso anno viene messo in commercio un teleobiettivo Telyt 200mm f/4.5 da utilizzare insieme ad una cassetta reflex Visoflex I. Le Leica III vengono costruite in oltre settantaseimila esemplari, di cui poco più di ventisettemila con la finitura nera ed i comandi prima nichelati e successivamente cromati.

1933 - Leica III

1935 - Leica IIIA

1938 - Leica IIIB

1940 - Leica IIIC

Nei primi mesi del 1935 l’otturatore a tendina delle Leica viene modificato per raggiungere il millesimo di secondo, e viene montato sulle Leica IIIa (o Leica G), del tutto simili alle Leica III sia nell’estetica che nelle prestazioni. Le Leica IIIa vengono rifinite esclusivamente nella ormai consueta finitura cromata, ed alcune vengono equipaggiate con il luminosissimo obiettivo Schneider Xenar 50mm f/1.5, allo scopo di contrastare il successo degli obiettivi Sonnar 50mm f/1.5 delle Contax. Per velocizzare la ricarica delle Leica viene reso disponibile a partire dal 1935 un fondello speciale provvisto di una corta leva di carica a forma di grilletto. I ritmi produttivi della Leitz si adeguano alla richiesta del mercato, e la Leica IIIa viene costruita nell’arco di pochi anni in oltre novantaduemila esemplari.
Nel 16 gennaio 1936 Oskar Barnack muore.
Nel 1938 viene leggermente modificato nel mirino, ponendo gli oculari del mirino e del telemetro l’uno accanto all’altro, e spostando la levetta per la correzione diottrica dell’oculare sul tettuccio. La nuova fotocamera viene battezzata con la sigla Leica IIIb, e la sua produzione si intreccia con quella della Leica IIIa fino ai primi anni Quaranta, per essere costruita in oltre trentaduemila esemplari, prima che la società Leitz modificasse le sue linee di produzione in vista dei nuovi modelli.
E viene reso disponibile per le Leica IIIa e per le Leica IIIb un motore a molla da sostituire con il fondello standard, e nel 1939 le Leica cominciano ad essere equipaggiate con il nuovo obiettivo Summitar 50mm f/2 a sette lenti, dalla stessa luminosità ma dalle prestazioni decisamente superiori a quelle del Summar.

Nel 1934 viene realizzata una interessante variante della Leica IIIa (o Leica F), con la modifica della cassa per contenere una maggiore quantità di pellicola, in dei caricatori speciali. Vengono sperimentate diverse opzioni, con magazzini per 75, 250, 500 e 750 pose, ma solamente il modello per 250 pose viene messo in produzione di serie.
La “nuova” fotocamera utilizza lo stesso mirino telemetrico e lo stesso otturatore delle Leica III, ma le estremità della cassa sono maggiorate per ospitare i caricatori speciali, e viene battezzata Leica 250 o Leica Reporter FF.
 Con il 1935 la produzione delle Leica 250 prosegue utilizzando il nuovo otturatore da 1/1000 di secondo, identificando le nuove Leica 250 come Leica GG. Complessivamente vengono costruite poco meno di mille esemplari di questo tipo di fotocamera, di cui la stragrande maggioranza con le finiture nere, circa 250 con 1/500 ed oltre 700 con 1/1000. Una trentina scarsa di fotocamere Leica 250 sono predisposte per l’impiego con uno speciale motore elettrico da applicare sul fondello delle fotocamere.


1934 - Leica Reporter
 

Nel 1940 la produzione delle Leica supera i 360.000 esemplari costruiti, e si decide che è giunto il momento di razionalizzare ed incrementare ulteriormente la produzione, anche in seguito alle richieste di forniture militari, specialmente per le forze aeree tedesche, ma anche per quelle navali e terrestri.
La nuova fotocamera Leica, individuata come Leica IIIc, ha il corpo appena più lungo, ed il carter superiore realizzato in un unico pezzo, ma mantiene fondamentalmente le stesse caratteristiche estetiche e tecniche dei modelli precedenti, compreso il doppio selettore delle velocità di otturazione, sul tettuccio per le velocità alte, sul frontale per le velocità basse. Soprattutto, la Leica IIIc continua a montare gli stessi obiettivi con l’innesto a vite e gli stessi accessori, ad eccezione dei fondelli (più lunghi), dei fondelli speciali con la leva di carica e dei motori a molla, che vengono realizzati nella nuova versione. La scala delle velocità alte va da 1/30 ad 1/1000, oltre alla posa Z, poi indicata come posa B, quella delle velocità basse va da 1/30 ad un secondo, oltre alla posa T.
Le Leica IIIc vengono costruite durante il periodo bellico, con alcune varianti dovute alla scarsità di alcuni materiali, come la seta nera per le tendine, sostituita da seta di colore nere e rosso, o il cromo per la finitura dei fondelli e delle calotte, sostituito da una verniciatura di colore grigio su oltre 4500 fotocamere. La produzione delle Leica IIIc inizia con il numero di serie 360.101 e continua nel periodo bellico, si arresta nel 1944, per riprendere nel 1946 con il numero di serie 400.000.
Le Leica IIIc del periodo postbellico si diversificano, oltre che per il numero di serie, per un piccolo particolare estetico, uno scalino posto alla base del selettore A R che sblocca la frizione per potere effettuare il ribobinamento della pellicola. La produzione delle Leica IIIc viene sospesa nel 1951 con la presentazione di un nuovo modello Leica IIIf sincronizzata con il flash.
Parallelamente alla Leica IIIc viene costruito un modello analogo, ma equipaggiato con il meccanismo dell’autoscatto, con la leva di caricamento posta sul frontale, accanto al selettore delle velocità lente, e denominato Leica IIId. A causa degli eventi bellici, la costruzione delle Leica IIId viene molto rallentata, ed in tutto il periodo della guerra ne vengono realizzati poco più di quattrocento esemplari.

1946 - Leica IIId

1948 - Leica IIc

1949 - Leica Ic

Alla ripresa della produzione, nel dopoguerra, la Leica IIIc viene affiancata da un modello Leica IIc analogo, appena più economico, e sprovvisto del selettore per le velocità lente poste sul frontale. La Leica IIc viene realizzata in quasi undicimila esemplari utilizzando la stessa cassa delle Leica IIIc, e chiudendo con un coperchio rotondo il foro sul frontale per il selettore delle velocità lente.
Ancora più economica della Leica IIc, la Leica Ic è priva del mirino telemetrico, ha il tettuccio piatto ed assomiglia alle Leica Standard, ma è sprovvista di un mirino ottico di serie. Il mirino ottico può essere inserito in una delle due staffe porta accessori poste sul tettuccio, mentre un eventuale telemetro accessorio può essere inserito nell’altra. Le Leica Ic vengono costruite fino al 1951 in poco più di dodicimila esemplari.

Curiosità: Le copie Leica

Alla Fiera di Primavera di Lipsia del 1932 Leitz presenta la Leica II. Due anni dopo, nel 1934, inizia in URSS la produzione di fotocamere simili, senza il permesso di Leitz e contro le leggi internazionali sul copyright, non riconosciute sul territorio sovietico.
Nel corso degli anni Trenta le "Leica" sovietiche FED vengono costruite in decine di migliaia di copie, e la produzione riprende a partire dall'immediato dopoguerra con i modelli FED e Zorki. Anche in Giappone a metà degli anni Trenta, primi anni Quaranta, inizia la costruzione di fotocamere 35mm Canon, Leotax e Nippon, ispirate alle Leica.  Dopo la seconda guerra mondiale l'industria ottica giapponese viene incoraggiata a convertire  la produzione in tempo di pace. Poiché la Germania era dalla parte dei perdenti nella guerra, tutti i copyright detenuti da Leitz e Zeiss vengono considerati nulli dagli alleati. L'industria fotografica giapponese come la conosciamo nasce così.
Numerose copie della Leica, oltre che in URSS ed in Giappone, vengono costruite in Inghilterra (Reid), Italia (Sonne, Wega, Kristall), Francia (Foca), Cecoslovacchia (Opema), Ungheria (Mometta), Stati Uniti (Clarus, Detrola, Kardon) e Cina (Shanghai). Alcune delle copie Leica sono di ottima qualità e sono da collezione.
Ecco qualche immagine e, se interessa un libro, "300 leica copies" di P.H. Pont e J.L. Princelle, editore FotoSaga, Francia.

FED

Zorki

Canon

Nicca (Yashica)

Leotax (Topcon)

Shanghai

La produzione delle Leica IIIf sincronizzate inizia nel 1950 con il numero di serie 525.001 e prosegue, con parecchie varianti, fino al 1958. Le Leica IIIf si distinguono dalla produzione precedente, oltre che per il contatto sincro posto sul dorso, per un selettore posto nel bottone di carica con l’indicazione della sensibilità della pellicola utilizzata, e per un anello posto alla base del selettore delle velocità alte, per la regolazione della sincronizzazione con il flash o con le lampadine lampo, graduato in millisecondi.
La prima serie delle Leica IIIf ha la scala dei millisecondi in colore nero (numeri neri), mentre la seconda serie (con numeri di serie a partire da 685.001) ha la stessa scala in colore rosso (numeri rossi). Inoltre, nella prima serie le velocità alte partono da 1/30 per passare a 1/40 e 1/60, mentre nella seconda serie vengono sostituite da 1/25 1/50 e 1/75. Nella terza serie, identica alla seconda serie, a partire dal numero di serie 685.001, viene aggiunto il meccanismo dell’autoscatto con la leva di carica sul frontale.
Complessivamente vengono costruite oltre cento e ottantatremila fotocamere Leica IIIf, oltre ad un migliaio di fotocamere identica costruite nella nuova sede Leitz di Midland (Ontario) nel Canada, dove la Leitz inizia a decentrare parte della sua produzione. Per corredare le Leica IIIf viene messo in commercio l’obiettivo Summicron 50mm f/2 a sette lenti, nella versione con la montatura rientrante.
La versione economica della Leica IIIf, privata unicamente del selettore per le basse velocità di otturazione e del millesimo di secondo, è la Leica IIf, analoga alla Leica IIc, completa della sincronizzazione ed anch’essa realizzata nelle versioni “numeri neri” e “numeri rossi”, oltre che in una ultima versione arricchita con la velocità di 1/1000. Le Leica IIf vengono costruite fra il 1951 ed il 1956 in oltre trentaseimila esemplari.

Ancora più economica della Leica IIf, la Leica If è strutturata analogamente alla Leica Ic, è priva del mirino e del telemetro, ed ospita sul tettuccio piatto una coppia di staffe porta accessori, ma è sincronizzata e viene costruita nelle versioni “numeri neri” e “numeri rossi” in meno di diciassettemila esemplari.

1952 - Leica IIIf

1954 - Leica IIIf

1952 - Leica IIf

1952 - Leica If

1957 - Leica IIIg

Nel 1954 viene messa in commercio la Leica M3 con una nuova carrozzeria e l’innesto a baionetta M, ma la produzione delle Leica a vite non si arresta, e nel 1957 viene presentata l’ultimo modello di questa serie, la Leica IIIg, che si diversifica da tutte le altre Leica a vite per avere il meccanismo dell’autoscatto di serie, e per avere il mirino modificato, con la finestrella frontale più ampia, con le cornici luminose per le focali da 50mm e da 90mm e con la correzione automatica della parallasse per le riprese ravvicinate. Il disco per la memorizzazione della sensibilità della pellicola non viene inserito nel bottone di carica, ma viene applicato sul dorso della fotocamera.
Insieme alla Leica IIIg viene presentato anche il nuovo obiettivo Elmar 50mm f/2.8 in montatura rientrante, e nel 1960 viene reso disponibile con l’innesto a vite il Summilux 50mm f/1.4 a sette lenti. La scala delle velocità di otturazione, ancora su due diversi selettori, viene modificata in base ai nuovi standard internazionali, 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 ed 1/1000 oltre alla posa B per le velocità alte, 1 ½ ¼ 1/8 1/15 ed 1/30 oltre alla posa T per le velocità basse. Le Leica IIIg vengono costruite fino al 1960 in Germania in meno di quarantamila esemplari, ed in Canada in meno di mille e ottocento esemplari.
La versione economica della Leica IIIg viene individuata come Leica Ig, ha lo stesso otturatore, con il doppio selettore ed un coperchio alto sagomato ma più lungo e del tutto priva delle finestre per il mirino e per il telemetro, ma provvisto di due staffe porta accessori. La Leica Ig viene costruita in meno di seimila esemplari, di cui poche centinaia prive del selettore delle velocità basse sul frontale.

Curiosità: la Leica 72

Nel corso degli anni Cinquanta vengono costruite meno di duecento fotocamere Leica modificate per il formato verticale 18x24mm, ottenuto raddoppiando il numero dei fotogrammi 24x36mm di un caricatore standard.

Le Leica 18x24mm, o Leica 72, vengono costruite partendo da corpi macchina Leica IIIa o Leica G, e sono caratterizzate, oltre dal contapose modificato, dalla riduzione della finestrella anteriore del mirino, ottenuta direttamente nel carter superiore, oppure con l’applicazione di una mascherina metallica di riduzione del campo inquadrato dall’obiettivo standard da 50mm. La maggior parte delle Leica 72 vengono costruite dalla filiale Leitz di Midland in Canada, ma una quarantina vengono costruite nella casa madre di Wetzlar.