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LA STORIA DELLA...

LEICA


ob. fisso e a vite


baionetta M


reflex

BAIONETTA M

Le Leica a vite cominciano ad essere imitate fino dagli anni Trenta, all’inizio da parte dei sovietici, con le FED e Zorki, ma in seguito anche da parte di giapponesi, americani, inglesi, francesi, italiani, austriaci, cinesi, cecoslovacchi, tedeschi e così via. Di fronte al presunto decadimento dei brevetti Leica nell’immediato dopoguerra, il numero delle industrie che mettono in produzione fotocamere simili in tutto o in parte alle Leica a vite aumenta, mettendo in forse quello che era stato fino ad allora una sorta di monopolio.
Questa è forse una delle molle che spingono i tecnici Leitz a mettere allo studio una fotocamera a telemetro diversa dalle Leica a vite, basata ancora sull’otturatore a tendina e sull’accoppiamento fra il telemetro e la messa a fuoco, ma dotata di caratteristiche nuove. La nuova Leica dovrà avere una leva di carica rapida, un unico selettore per tutte le velocità di otturazione, un telemetro accoppiato al mirino, un mirino con le cornici degli obiettivi più comuni, ed un collegamento diretto fra l’esposimetro ed il selettore delle velocità di otturazione. Inoltre, la nuova Leica dovrà avere un innesto a baionetta grande ed esclusivo, coperto da un nuovo brevetto. Dopo la realizzazione di diversi prototipi, viene messa in produzione di serie nel 1954 una nuova fotocamera, più alta, più lunga e più pesante delle Leica a vite, individuata con la sigla Leica M3.


1954 - Leica M3


1957 - Leica M3

 

La produzione delle Leica M3 inizia con il numero di serie 700.000, ed è destinata a proseguire per una dozzina di anni. Il frontale è caratterizzato dall’ampio bocchettone a baionetta, dal pulsante per lo sblocco degli obiettivi e dalla leva di carica dell’autoscatto, e nella parte superiore è caratterizzato da tre finestre rettangolari di dimensioni diverse, quella più ampia del mirino, completamente decentrata verso sinistra, quella centrale più piccola per l’illuminazione delle cornici, e quella più distante e più piccola del telemetro. Il telemetro ha una base che è quasi il doppio di quella delle Leica a vite, ed il mirino ha un rapporto di ingrandimento di 0.91x. Sul tettuccio vi sono la leva di carica rapida con il pulsante di scatto incorporato, la finestra rotonda del contapose, il selettore delle velocità di otturazione con la tacca di collegamento con l’esposimetro accessorio Leicameter M, la staffa degli accessori e sull’estremità sinistra il bottone estraibile di ribobinamento.
Il fondello è amovibile per l’inserimento del rullino, e sul dorso vi è uno sportello apribile per il corretto posizionamento della coda della pellicola. Sul dorso vi sono l’oculare del mirino e due contatti sincro per il flash e per le lampade lampo. L’obiettivo standard è il Summicron 50mm f/2 in montatura rientrante, sostituito nel 1956 dalla versione con la montatura rigida, ed affiancato a partire dal 1959 dal Summilux 50mm f/1.4.

La prima serie delle Leica M3 si distingue per l’assenza dal frontale della levetta per la selezione delle cornici nel mirino per le lunghezze focali di 50mm, 90mm e 135mm, per la scala delle velocità analoga a quella delle Leica a vite, e per la necessità di avanzare la pellicola e caricare l’otturatore mediante due movimenti successivi della leva di carica. La levetta per la selezione delle cornici viene aggiunta nel 1955, la scala lineare delle velocità di otturazione uguale a quella delle Leica IIIg viene adottata nel 1957, ed infine il movimento della leva di carica viene modificato e reso unico nel 1958.
La maggior parte delle Leica M3 viene costruita a Wetzlar con le finiture cromate argentate, circa tremila vengono rifinite con la verniciatura nera, e quasi settemila vengono costruite in Canada. La produzione di serie delle Leica M3 prosegue fino al 1966, con la realizzazione di oltre duecentotrentatremila esemplari, a cui vanno aggiunti un centinaio di esemplari costruiti nel 1968 su richiesta dell’esercito tedesco, rifiniti con il colore verde oliva.

1956 - Leica MP Leicavit

1957 - Leica M2

1959 - Leica M1

Nel 1956 viene costruito un certo numero di fotocamere analoghe alle Leica M3, ma prive dell’autoscatto, con il contapose esterno, e con il fondello sostituito da un fondello speciale Leicavit equipaggiato con una leva di carica rapida, analogamente al fondello con leva delle Leica a vite. Le Leica modificate ed equipaggiate con il fondello vengono individuate con la sigla Leica MP (Professional) e vengono proposte ai fotoreporter, ma vengono costruite solamente in quattrocentocinquanta esemplari, di cui solo centocinquanta con le finiture nere.
Nel 1957 alle Leica M3 si affianca un modello Leica M2 e come queste appena semplificato, con il conta pose esterno e privo del meccanismo dell’autoscatto, ma con il mirino più ampio per le focali da 35mm, 50mm e 90mm. Come le Leica M3, anche le Leica M2 subisce nel corso della produzione alcune modifiche. Le Leica M2 del primo tipo non hanno la levetta di sblocco della pellicola per il ribobinamento, ma un pulsante, che viene sostituito dalla più pratica levetta nelle Leica M2 della seconda serie. Nelle Leica M2 della terza serie, infine, viene aggiunto il meccanismo dell’autoscatto identico a quello della Leica M3, con la leva di caricamento sul frontale. Alcune Leica M2 vengono inoltre modificate per l’impiego con i motori elettrici ed individuate con la sigla M2P, a cui seguono altre fotocamere modificate nello stesso senso ed individuate come Leica M2M. Circa duemila Leica M2 vengono equipaggiate con lo stesso rocchetto ricevente delle più giovani Leica M4 e vengono siglate Leica M2R. Le Leica M2 vengono costruite complessivamente in oltre ottantatremila esemplari, di cui poco più di mille e ottocento con le finiture nere, e poco più di mille e cinquecento costruite in Canada.
Nel 1959 viene affiancata dal modello Leica M1, identica nella carrozzeria, nell’otturatore e nei comandi, ma semplificata con la sola eliminazione del telemetro e priva del meccanismo dell’autoscatto. La Leica M1 utilizza le sole cornici del 35mm e del 50mm, senza la levetta di selezione, può montare il fondello Leicavit, ed analogamente alle Leica M2 viene costruita nelle due versioni, con il pulsante o con la levetta di sblocco della pellicola. Destinata ad impieghi particolari, in cui la messa a fuoco telemetrica di precisione non è richiesta, perché effettuata con altri mezzi, a stima o con le cassette reflex, la Leica M1 viene costruita in meno di diecimila esemplari, di cui poco più di duecento con le finiture verde oliva per l’esercito tedesco.

La contemporanea presenza sul mercato di due fotocamere Leica, le Leica M3 con il mirino 50-90-135mm e la Leica M2 con il mirino 35-50-90 costringe i fotografi a scelte difficili, mentre obbliga la Leitz a costruire gli obiettivi da 35mm e da 135mm in versioni modificate per potere essere impiegati senza mirini speciali rispettivamente sulle Leica M3 e sulle Leica M2. Inoltre, a partire dal 1964, la stessa Leitz mette in produzione una reflex 35mm, la Leicaflex, nel tentativo di contrastare la concorrenza della tipologia reflex, che sta mettendo in crisi la supremazia del marchio Leica fra i fotografi professionisti.

Nel 1967 viene tuttavia presentata una nuova Leica a telemetro, la Leica M4 che utilizza un mirino 0.72X con quattro cornici, 35-50-90-135mm, si caratterizza per una leva di carica dalla sagoma nuova, angolata anziché curva, e per un manettino di ribobinamento estraibile inclinato, oltre che per la nuova forma delle levette dell’autoscatto e del selettore delle cornici. All’interno, un nuovo tipo di rocchetto ricevente facilita il caricamento della pellicola nella fotocamera.
La produzione delle Leica M4 procede in maniera discontinua, si arresta nel 1971 per lasciare il posto alla Leica M5, e riprende fra il 1974 ed il 1975 per essere sostituita da un modello quasi identico nel 1977.
Accanto agli esemplari rifiniti con la tradizionale cromatura argentata vengono costruiti fra il 1967 ed il 1971 meno di cinquemila esemplari verniciati di nero, mentre gli esemplari costruiti a Wetzlar sono rifinite con un nuovo tipo di cromatura nera.  Le Leica M4 costruite complessivamente sono meno di cinquantanovemila, di cui meno di seimila fra il 1974 ed il 1975 in Canada.
Nel 1975, per celebrare i cinquanta anni di produzione delle Leica, 1750 fotocamere Leica M4 nere vengono decorate con un marchio speciale “50 Jahre”.


1967 - Leica M4, cromata o nero
 

Come le Leica M2, anche le Leica M4 vengono costruite in una variante predisposta per il motore elettrico, ed individuate dalla sigla M4M. Nel 1966 viene messo in commercio l’obiettivo Noctilux 50mm f/1.2, più luminoso del Summilux.
Nel 1972 su richiesta dell’esercito USA vengono costruite poco più di cinquecento fotocamere Leica M4 nere siglate KE-7A ed equipaggiate con obiettivi Elcan 50mm f/2 a quattro lenti.
Per l’impiego sugli strumenti scientifici, fra il 1964 ed il 1966 vengono costruite poco più di tremila fotocamere derivate dalle Leica M2 del tutto prive del mirino e del telemetro, individuate come Leica MD, seguite fra il 1966 ed il 1976 da oltre quattordicimila fotocamere analoghe derivate dalle Leica M4 e siglate Leica MDa, di cui alcune decine motorizzate e siglate MDa-MOT. Infine, fra il 1980 ed il 1986 vengono costruite ancora più di mille e ottocento Leica MD2 derivate dalle Leica M4-2 e rifinite con la cromatura nera. Alcune fotocamere della serie MD vengono modificate nel formato in base alle richieste dei clienti, come le Leica MD postali 24x27mm.

Con una mossa che sorprende la sua stessa clientela, nel 1971 la società Leitz interrompe bruscamente la produzione delle Leica M4 per mettere in produzione la Leica M5 dalla sagoma completamente diversa da quella delle altre Leica della serie M, ed equipaggiata con un esposimetro incorporato con la misurazione della luce attraverso l’obiettivo per mezzo di una fotocellula al CdS montata su di un braccio mobile che si sposta solo al momento in cui si apre la tendina dell’otturatore.
La Leica M5 viene accolta tiepidamente e non ottiene il successo sperato, viene costruita fino al 1975 in meno di trentaquattromila esemplari, di cui poco più di diecimila con le finiture cromate.
Nel 1975, per celebrare i cinquanta anni di produzione delle fotocamere Leica, 1750 fotocamere Leica M5 vengono decorate con il marchio “50 Jahre”.

1971 - Leica M5

Curiosità: Leica CL

Nel tentativo di allargare la fascia della propria clientela, nel 1973, in seguito ad un accordo con la giapponese Minolta, viene messa in produzione una fotocamera compatta equipaggiata con un esposimetro incorporato analogo a quello della Leica M5, con un innesto a baionetta M e con un mirino telemetrico con una base ridotta: la Leica CL.
La Leica compatta è poco più bassa della Leica M5, ma decisamente più corta e squadrata, e si caratterizza per il selettore delle velocità di otturazione e della sensibilità della pellicola posto sul frontale anziché sul tettuccio. La fotocamera viene equipaggiata con due obiettivi compatti, Summicron 40mm f/2 ed Elmar 90mm f/4, ma può utilizzare tutti gli obiettivi con baionetta M compatibili con la Leica M5. Nel mirino, oltre alle cornici per le focali da 40mm e 90mm, è presente la cornice del 50mm.

1973 - Leica CL Leica CL & Leica M2

In Giappone la Leica CL viene commercializzata con il nome Leitz Minolta CL e viene equipaggiata con obiettivi M-Rokkor 40mm f/2 e 90mm f/4. Il dorso della Leica CL è solidale con il fondello ed è completamente amovibile per il caricamento della pellicola.
Le Leica CL vengono costruite fino al 1976 in sessantacinquemila esemplari con le finiture nere, e l’esperienza non viene ripetuta dalla Leitz.
Nel 1980 Minolta mette  invece in commercio un modello CLE con innesto a baionetta Leica M, e con prestazioni superiori alla Leica CL.

Nel 1977 la società Leitz riprende la produzione delle Leica M4, appena modificate con la soppressione del meccanismo dell’autoscatto e con l’aggiunta di un contatto diretto nella staffa porta accessori. Le Leica M4-2 vengono inoltre predisposte di serie per l’impiego con i motori elettrici e vengono rifinite quasi esclusivamente con la cromatura nera. Fra il 1977 ed il 1980 vengono costruite quasi sedicimila fotocamere Leica M4-2.
Nel 1979, per celebrare il centenario della nascita di Oscar Barnack vengono costruite mille fotocamere Leica M4-2 Gold con la placcatura in oro delle parti metalliche ed il rivestimento in pelle di lucertola, equipaggiate con obiettivi Summilux 50mm f/1.4 con la montatura placcata in oro.

1977 - Leica M4-2

1980 - Leica M4-P

Nel 1980 viene sostituita dalla Leica M4-P, praticamente identica, ma equipaggiata con un nuovo mirino che contiene le cornici relative alle lunghezze focali di 28mm, 35mm, 50mm, 75mm, 90mm e 135mm. Le Leica M4-P vengono costruite fino al 1986 in oltre ventitremila esemplari, quasi tutti con le finiture in cromatura nera, e nel 1983 per celebrare i settanta anni del prototipo Ur-Leica vengono costruite 2500 Leica M4-P con la finitura cromata argentata.
La produzione delle Leica M4-P si intreccia con quella delle Leica M6 del 1984, e gli esemplari delle ultime serie dispongono di un unico contatto sincro X sul dorso e montano il tettuccio in lega di zinco anziché in ottone.
Alla fine del 1984 viene presentata una nuova evoluzione della Leica M6, che ripete l’estetica e le prestazioni delle Leica M4-P ma incorpora un esposimetro che legge la luce riflessa dall’area centrale della tendina, contrassegnata con un disco bianco. Esteticamente la Leica M6 si distingue per il coperchio rotondo della batteria posto sul frontale, dove le Leica più vecchie avevano la levetta dell’autoscatto, e per un disco rosso con il marchio “Leitz” posto accanto alle finestrelle del telemetro. Nel 1988 la famiglia Leitz cede la proprietà della ditta, che si trasforma in “Leica Camera”, ed il marchio Leitz scompare dal frontale per essere sostituito dal marchio “Leica”. La Leica M6 viene costruita nelle versioni con le finiture cromate nere o argento, ma nel 1992 viene presentata una versione speciale con le finiture al titanio, estese all’obiettivo.

Il mirino 0.72 con i riquadri per le sei lunghezze focali fra 28mm e 135mm viene affiancato nel 1997 dal mirino “tele” 0.85mm per cinque focali fra 35mm e 135mm. Con le Leica M6 inizia anche il processo di diversificazione e personalizzazione delle fotocamere. Nel 1989 per celebrare i 150 anni della nascita della fotografia vengono costruite 1250 fotocamere Leica M6 con finiture in platino, rivestimento in pelle di lucertola, e corredate con l’obiettivo Summilux 50mm f/1.4 con le finiture in platino. Nel 1994 viene realizzata una versione speciale della Leica M6 denominata Leica M6J con i comandi e le finiture ispirate a quelle della Leica M3, equipaggiata con un obiettivo Elmar 50mm f/2.8 e costruita in 1640 esemplari con le finiture cromate.


1984 - Leica M5

Su richiesta di enti, associazioni, ditte o personalità, la società Leica realizza fotocamere Leica M6 personalizzate in un numero limitato di esemplari. Vengono realizzate serie particolari richieste dalla LHSA (Leica Historical Society of America), dagli importatori giapponesi, cinesi, austriaci, per le nozze dei reali di Danimarca, per il sultano del Brunei, per il re della Thailandia, per la Jaguar ed in onore di Anton Bruckner. Nel 1999 per celebrare i 150 anni della produzione ottica vengono realizzate 150 fotoicamere Leica M6 con finiture al platino, e nel 2000, per celebrare il nuovo millennio, vengono realizzate duemila Leica M6 nere con una carrozzeria analoga a quella delle Leica M3.
Nel 1998 le Leica M6 vengono sostituite dal modello Leica M6 TTL che incorpora una fotocellula per la misurazione della luce con i flash dedicati, ma che non presentano differenze sostanziali né estetiche né funzionali. Con le Leica M6 TTL ai due mirini 0.72 e 0.85 si aggiunge la scelta del mirino “grandangolare” 0.52 con i cinque riquadri per le focali da 28mm a 90mm. Anche le Leica M6 TTL vengono realizzate nelle versioni speciali con le finiture al titanio, oltre che in numerose versioni personalizzate o celebrative, fino alla serie conclusiva, realizzata nel 2002, che comprende 999 fotocamere individuate come “Die Letze”, le ultime.

Curiosità: Leica Mini

Nel settembre 2000 in Photokina, la Minox ha mostrato un nuovo prodotto: la riproduzione subminiature della Leica IIIf. Si tratta di una fotocamera fedelmente ricreata in scala 1:3 della leggendaria ed originale Leica IIIf: utilizza un obiettivo 15mm f/5.6  per il formato 8x11mm. E' molto carina, e dopo due anni seguono le riproduzioni in miniatura di famose macchine fotografiche: Leica M3, Contax I, Rolleiflex ed Hasselblad SWC. Sono piccole fotocamere completamente funzionanti, permettono ottimi risultati fotografici, ed alla versione per pellicola  segue quella digitale.

2000 - Minox Leica IIIf

Minox IIIf e 8x11mm

2002 - Minox Leica M3

Minox M3 & Leica M6

Nel 2002 la serie delle Leica M con otturatore meccanico viene sostituita dalla Leica M7, simile nell’estetica alle Leica M6, ma equipaggiata con un otturatore a controllo elettronico, con le velocità di otturazione fra quattro secondi ed 1/1000 oltre alla posa B ed alla posizione AUTO per l’esposizione automatica a priorità del diaframma. Le velocità di otturazione di 1/60 e di 1/125 sono controllate meccanicamente in mancanza di alimentazione elettrica. Le Leica M7 usano il codice DX per l’impostazione della sensibilità e l’automatismo può essere corretto manualmente fra +2 e -2 diaframmi. Le Leica M7 vengono offerte con il mirino 0.72 nella versione cromata o nera, e con i mirini 0.58 o 0.85 solo nella versione nera, e nel 2003, per celebrare i cinquanta anni del sistema Leica M, ne vengono costruiti mille esemplari con la finitura al titanio. Nel 2004 con il programma “Leica à la carte”, cioè realizzate a mano, è possibile scegliere il colore della finitura, il tipo di mirino, il colore del rivestimento ed il tipo di leva di carica.
La sospensione della produzione delle Leica M6 e la loro sostituzione con le Leica M7 provoca un certo disagio fra gli appassionato delle Leica meccaniche, tanto da spingere la ditta di Solms a mettere in commercio nel 2003 una nuova fotocamera a pellicola della serie M, equipaggiandola con un tradizionale otturatore meccanico. La “nuova” fotocamera utilizza la stessa sigla MP della seconda metà degli anni Cinquanta, utilizzata per le Leica M equipaggiate con un fondello speciale Leicavit, attribuendogli il significato “Mechanical Perfection”.

2002 - Leica M7

2004 - Leica MP

Le Leica MP sono la nuova versione della Leica M6 TTL, di cui mantengono inalterate sagoma, ingombro e prestazioni, compresi l’otturatore e l’esposimetro incorporato, e vengono modificate in pochi particolari estetici, la leva di carica, il bottone di ribobinamento e la levetta per la selezioni delle cornici nel mirino, uguali a quella della Leica M3 del 1954. Le nuove Leica MP vengono private del bollino rosso “Leica” sul frontale, e vengono equipaggiate con un fondello Leicavit provvisto della leva di carica inferiore estraibile, fornito come accessorio ed utilizzabile anche sulle Leica M4-2, M4P, M6 ed M6 TTL. Il fondello amovibile può essere sostituito senza modifiche con il motore elettrico delle Leica M6 e con i winder elettrici delle Leica M4-2 ed M4-P. Alla fine del 2004 Leica propone per le Leica MP lo stesso menu “à la carte” delle Leica M7, con le possibili modifiche da realizzare su richiesta del cliente.
La Leica MP viene costruita in alcune serie limitate. Oltre mille e duecento fotocamere Leica MP vengono rifinite in grigio metallizzato martellinato per la Leica Historical Society of America (LHSA), e cinquecento fotocamere Leica MP vengono “carrozzate” nella finitura Hermés, con il rivestimento in pelle Barenia. Nel 2004 vengono realizzate seicento Leica MP con le finiture grigio antracite, a cui seguono poco più tardi quasi altrettante fotocamere con le stesse finiture. Cinquecento Leica MP vengono modificate con il contapose esterno tipico delle Leica M2 per il mercato di Hong Kong, altre mille, siglate MP3, vengono realizzate con finiture argentate o nere per la LHSA. Nel 2006 alla produzione di serie delle Leica MP si affianca una serie limitata con le finiture al titanio, realizzate per il mercato giapponese, e nel corso del 2007 la produzione di Leica MP Titanium si ripete in quantità maggiori. Le Leica MP6 realizzate per il mercato giapponese hanno il rivestimento in vulcanite delle Leica M3, e circa sessanta Leica MP vengono realizzate con le finiture dorate per festeggiare i sessanta anni della rivoluzione cinese.
Sempre più “personalizzate”, le Leica MP rimangono in catalogo fino ad oggi, nelle versioni “standard” 0.72 cromata argento e laccata nera, ma suscettibili di tutte le variazioni “à la carte”, e sono le ultime sopravvissute fra le fotocamere meccaniche a pellicola.