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LA STORIA DELLA...

CANON

Nel novembre del 1933 viene fondata a Tokyo la società Seiki Kogaku Kenku Sho (Costruzione di Strumenti Ottici di Precisione), e sei mesi più tardi viene messo a punto il prototipo di una fotocamera 35mm a telemetro, battezzata con il nome Kwanon, e presentata al pubblico nel 1935 come Hansa Canon. La fotocamera, stilizzata ad imitazione delle Leica, monta un obiettivo intercambiabile Nikkor 50mm f/3.5 fornito dalla società Nippon Kogaku. La distribuzione commerciale delle fotocamere Hansa Canon inizia nel settembre del 1936 attraverso il distributore Omiya Photo Supply, proprietaria del marchio “Hansa”, ma nell’agosto del 1937 la società Seiki Kogaku Kenku Sho viene incorporata nella società Seiki Kogaku Kogyo K. K. che recupera la propria autonomia commerciale togliendo il nome “Hansa” per "CANON" dalle fotocamere.

LE CANON A TELEMETRO
Fra il 1937 ed il 1945 vengono costruite le fotocamere Canon S (Standard) e le fotocamere semplificate Canon J (Junior). Sono delle copie di Leica. Con il dopoguerra la produzione riprende con i modelli Canon S e Canon J modificati, e la società si trasforma nella Canon Camera Company Limited nel settembre del 1947, per diventare Canon Camera Company Incorporated all’inizio del 1951. A partire dal dopoguerra anche gli obiettivi vengono costruiti direttamente dalla Canon, con il nome Serenar o più semplicemente Canon. Nel 1949 le fotocamere Canon IIB utilizzano un nuovo mirino con l’ingrandimento dell’immagine per le focali da 100mm e 135mm e montano un innesto a vite 39x1 compatibile con quello delle Leica a vite. Nel 1951 la Canon III offre anche la velocità di otturazione di un millesimo di secondo.

1940 - Canon S 1956 - Canon VT

Nel 1955 Canon apre un ufficio di rappresentanza a New York e nel 1957 apre una sede in Europa, a Ginevra. Mentre i modelli Canon III e Canon IV si susseguono in un grande numero di varianti, nel 1956 viene presentata la Canon VT dalla carrozzeria innovativa, diversa da quella delle Leica, ed equipaggiata con l’autoscatto e con una leva di carica posta sul fondello, ad imitazione del fondello Leicavit. Alla Canon VT viene affiancato il modello Canon L con la leva di carica posta sul tettuccio. Le fotocamere Canon VI utilizzano un unico selettore per tutte le velocità di otturazione e vengono costruite nella versione Canon VT con  la leva di carica sul fondello e nella versione Canon VIL con la leva di carica sul tettuccio. Accanto alle Canon VI vengono costruite le Canon P più economiche, e su alcune fotocamere Canon VI viene montato un innesto a baionetta ausiliario per l’impiego di un obiettivo extra luminoso Canon 50mm f/0.95.

Nel 1961 la società Canon firma un accordo con la società Bell & Howell per la distribuzione dei prodotti Canon negli Stati Uniti, e nello stesso anno viene presentata la fotocamera Canon 7 che incorpora un esposimetro con la fotocellula al selenio. Accanto alla Canon 7 con obiettivi intercambiabili viene presentata una fotocamera a telemetro compatta, equipaggiata con un obiettivo luminoso 45mm f/1.9 e con un otturatore Seiko. La piccola fotocamera viene battezzata Canonet, e rappresenta un successo commerciale tale da essere costruita in parecchie varianti. Nel 1963 vengono affiancate alle Canonet le fotocamere di mezzo formato 18x24mm Canon Demi e l’originale Canon Dial che incorpora un piccolo motore a molla. Nel 1965 viene presentata l’ultima delle Canon a telemetro con obiettivi intercambiabili, il modello Canon 7S, che monta un esposimetro con la fotocellula al CdS. Le Canon 7 e le Canon 7S hanno il doppio innesto, a vite ed a baionetta per l’obiettivo f/0.95, e sono previste per l’impiego di una cassetta reflex per l’utilizzo dei teleobiettivi lunghi.

1963 - Canon Demi 1965 - Canon 7s

LE REFLEX CANON
Seguendo l’esempio delle industrie europee, che fino dal periodo prebellico costruiscono fotocamere 35mm monoreflex, imitate in Giappone da industrie come Asahi e Miranda, nel 1959 Canon presenta una fotocamera 35mm monoreflex battezzata Canonflex R, equipaggiata con una nuova serie di obiettivi intercambiabili automatici con l'innesto R e con i mirini intercambiabili. La Canonflex R viene affiancata dal modello più economico Canonflex RP e da un modello Canonflex R2000 con la velocità massima di otturazione di un duemilesimo di secondo. Il quarto modello della serie Canonflex nasce nel 1961, viene battezzato Canonflex RM ed incorpora un esposimetro con la fotocellula al selenio. Accanto alle Canonflex viene presentata nel 1963 la reflex 35mm Canonex con l’obiettivo non intercambiabile, a cui seguono nel 1968 la Canonex EE con l’esposizione automatica e gli aggiuntivi ottici tele e grandangolo, e nel 1972 la Canonex Auto.

1960 - Canonflex R 2000

Nel 1964 la produzione delle fotocamere Canonflex viene interrotta bruscamente e vengono presentate le monoreflex Canon FX e Canon FP, con un nuovo innesto a baionetta per gli obiettivi Canon F. La Canon FX incorpora un esposimetro con la fotocellula ad CdS esterna, mentre la Canon FP più economica ne è sprovvista.
Nel 1965 viene presentata la prima reflex TTL della Canon, il modello Canon Pellix, equipaggiata con un luminoso obiettivo Canon FLP 58mm f/1.2 intercambiabile, e con uno specchio fisso semi trasparente che elimina le vibrazioni dovute al movimento dello specchio, ma che si rivela delicato e soggetto a sporcarsi ed a graffiarsi. Vedi anche "specchio fisso" per la storia delle reflex. L’anno successivo viene presentata la fotocamera Canon FT QL equipaggiata con un esposimetro TTL con la lettura a chiusura effettiva del diaframma, con un sistema di caricamento facilitato QL (Quick Loading) e con un esposimetro accessorio Canon Booster da montare sulla staffa porta accessori per incrementare la sensibilità dell’esposimetro in condizioni di luce molto scarsa. Anche la Canon Pellix viene presentata nella versione Canon Pellix QL, e viene affiancata dal modello semplificato Canon TL privo del meccanismo dell’autoscatto e del millesimo di secondo.

1966 - Canon FT QL 1972 - Canon FTb QL

LA CANON PROFESSIONALE
Nel 1970 la società Canon presenta con grande enfasi la sua prima vera reflex 35mm studiata per un impiego professionale. Equipaggiata con un esposimetro TTL con il simulatore del diaframma per la misurazione della luce con il diaframma tutto aperto, con una nuova serie di obiettivi Canon FD con lo stesso innesto a baionetta degli obiettivi Canon FL, con una serie di mirini intercambiabili, di cui uno con l’amplificatore Booster dell’esposimetro ed uno con il servomotore per la selezione automatica del diaframma per una esposizione automatica, e con una serie di motori elettrici professionali. Massiccia e pesante, rifinita nel colore nero, con un otturatore che raggiunge il duemilesimo di secondo, la Canon F1 si impone all’attenzione del pubblico e rimane per un decennio ai vertici della produzione Canon, e nel 1972 viene realizzata in una versione speciale High Speed Motor Drive, equipaggiata con un motore per sequenze velocissime. Le altre fotocamere reflex Canon vengono aggiornate con il simulatore del diaframma per l’impiego degli obiettivi Canon FD. La Canon FT diventa la Canon FTb, e la economica Canon TL diventa la Canon TLb.

1970 - Canon F1 1971 - Canon EF

Nel 1971 vengono montati sulle reflex 35mm i primi otturatori controllati elettronicamente, e la società Canon, che ha maturato alcune esperienze nel settore dell’elettronica costruendo calcolatrici, presenta nel 1973 la fotocamera Canon EF, equipaggiata con un otturatore controllato elettronicamente e con l’automatismo dell’esposizione basato sulla selezione automatica del diaframma. Lo sviluppo dell’elettronica rende ben presto superata la Canon EF, e nel 1976 viene presentata la prima fotocamera di una nuova generazione, completamente automatica sulla selezione della velocità di otturazione, automatica con l’impiego del flash, ed accessoriabile con un piccolo e leggero motore elettrico Power Winder A. La fotocamera viene battezzata Canon AE1, viene costruita assemblando le parti secondo schemi altamente automatizzati, e tutte le sue funzioni vengono controllate da un micro computer incorporato. Nel 1977 la Canon AE1 viene seguita dal modello Canon AT1, elettronica con l’esposizione manuale e motorizzabile con lo stesso motore Power Winder A.

1976 - Canon AE1 1978 - Canon A1

Nel 1978 viene messa in commercio la fotocamera Canon A1, elettronica e programmata, in grado di selezionare automaticamente il diaframma, o la velocità di otturazione, ma anche di scegliere la migliore coppia velocità/diaframma in funzione della sensibilità della pellicola. Motorizzabile, multi automatica, ma utilizzabile anche in modo manuale, la Canon A1 può montare il Power Winder A, ma anche un motore veloce Motor Drive A. Intanto le sorelle della Canon AE1 continuano a crescere di numero. Nel 1979 arriva la Canon AV1 solo automatica e motorizzabile, e nel 1981 arriva la nuova versione della Canon AE1, battezzata Canon AE1 Program e resa automatica anche sulla selezione del diaframma, mentre nel 1982 arriva l’ultima della famiglia, la Canon AL1 QF, automatica e con l’indicazione nel mirino della messa a fuoco con la rilevazione elettronica.
La Canon F1 cede il posto alla fine del 1981 al modello elettronico Canon F1 new, con mirini intercambiabili e motorizzabile. In base al mirino ed al motore che vengono montati, la Canon F1 new diventa semiautomatica o completamente automatica, sia a priorità del diaframma che a priorità dell’otturatore. La Canon F1 new viene realizzata nel 1984 nella versione speciale High Speed Motor Drive, per sequenze velocissime, utilizzando un motore potente ed uno specchio fisso semi trasparente simile a quello delle Canon Pellix, ma notevolmente migliorato.

1981 - Canon F1 New 1986 - Canon T90

L’elettronica spinta permette di incorporare il motore per l’avanzamento della pellicola nel corpo delle fotocamere, e nel 1983 Canon inaugura una nuova linea di fotocamere con il modello Canon T50, automatica e motorizzata in modo integrale, ma priva del selettore delle velocità di otturazione. Un grosso interruttore permette di selezionare l’automatismo programmato e l’autoscatto. Nel 1984 viene messa in commercio la Canon T70 che incorpora il motore, e permette di selezionare la velocità di otturazione ed il valore del diaframma per mezzo di un sistema di pulsanti, e di selezionare il tipo di automatismo preferito, ma anche il programma di esposizione automatica, privilegiando le velocità di otturazione più basse, standard, o più alte, in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo impiegato. Un dorso Comando 70 permette di programmare le funzioni. Nel 1985 la Canon T80 offre le stesse prestazioni, ma incorpora un sistema di messa a fuoco automatica con gli obiettivi predisposti Canon AC. Con gli obiettivi Canon FD la fotocamera informa sulla esposizione corretta per mezzo di un segnale acustico. Nel 1986 la famiglia delle Canon T si completa con il modello Canon T90 dalla carrozzeria completamente rinnovata e dalle prestazioni sofisticate. Il motore offre tre diverse velocità di trascinamento della pellicola, l’otturatore offre il quattromilesimo di secondo e la sincronizzazione con il flash con il duecentocinquantesimo di secondo, la misurazione della luce può essere effettuata con tre sistemi diversi, integrale, semispot e spot, e la misurazione spot è del tipo a letture multiple con il calcolo automatico della media. Inoltre la sensibilità della pellicola viene impostata automaticamente con il sistema DX. Al dorso Comando 90, simile ai dorsi Comando 70 e Comando 80 si affianca il dorso Memoria 90 per la memorizzazione dei dati esposimetrici e per interfacciarsi con  i computer MSX.
Se la serie delle Canon T raggiunge il massimo in fatto di elettronica e di automatismi, la vita di questa famiglia di fotocamere è destinata ad essere breve.

SERIE CANON EOS
A metà degli anni Ottanta le industrie fotografiche giapponesi si convertono, una dopo l’altra, alla produzione di reflex 35mm con la messa a fuoco automatica. Dopo alcuni tentativi poco convincenti, i sistemi automatici di messa a fuoco vengono perfezionati e si impongono sui mercati, talvolta al prezzo del completo rinnovamento della produzione. Minolta esordisce nel 1985 con un nuovo innesto a baionetta Alfa, che sostituisce la baionetta utilizzata precedentemente, mentre altre industrie come Nikon e Pentax modificano le trasmissioni interne mantenendo invariati gli innesti.
Canon segue la filosofia produttiva, tutta la produzione di fotocamere ed obiettivi con la messa a fuoco manuale viene messa fuori gioco nel 1987 con la presentazione delle fotocamere della serie Canon EOS. Presenta due fotocamere che montano un motore integrato, mettono a fuoco automaticamente ed impiegano un nuovo innesto a baionetta EF e EF zoom per gli obiettivi con messa a fuoco automatica.

1987 - Canon EOS 650

 e  Canon EOS 620

Le due fotocamere vengono individuate dalle sigle Canon EOS 650 ed EOS 620, hanno una carrozzeria molto simile che deriva da quella della Canon T90 ed offrono gli stessi tipi di automatismo di questa fotocamera, oltre all’automatismo della messa a fuoco. La misurazione della luce avviene per confronto su aree diverse, ma è possibile anche la misurazione sull’area centrale ristretta, il motore funziona sullo scatto singolo o a raffica, e l’impugnatura standard può essere sostituita con impugnature diverse, maggiorate o con il radiocomando incorporato. Anche i dorsi standard possono essere sostituiti con dorsi interfacciati con i computer. L’otturatore elettronico delle Canon EOS offre tutte le velocità di otturazione a partire da trenta secondi, e mentre sulla EOS 650 arriva fino al duemilesimo di secondo, la Canon EOS 620 offre anche il quattromilesimo di secondo. Alla fine del 1988 vengono messe in commercio altre due fotocamere EOS, individuate con le sigle EOS 750 ed EOS 850. Le due fotocamere sono identiche ed hanno prestazioni analoghe alle EOS 650, ma il modello EOS 750 incorpora sul tettuccio un piccolo flash automatico incorporato. Nel 1989 viene presentata la Canon EOS 600, simile alle EOS 650, ma con sette diversi programmi di esposizione ed un motore di trascinamento più veloce. Per diversificare la commercializzazione, la EOS 600 viene battezzata EOS 630 sui mercati americani ed asiatici.      
Nel 1989 viene presentata la fotocamera professionale Canon EOS 1, che sostituisce di fatto la Canon F1 new. La EOS 1 oltre agli automatismi dell’esposizione e della messa a fuoco, offre numerose opzioni personalizzabili e può essere accessoriata con un portabatterie maggiorato che aumenta la velocità del motore di trascinamento. Le possibili configurazioni della Canon EOS 1 sono oltre duecentocinquanta, l’otturatore arriva ad un ottomilesimo di secondo, ed il peso della fotocamera, con il portabatterie ausiliario, denominata Canon EOS 1HS, arriva ad un chilo e mezzo.
Accanto alla reflex professionale EOS 1 viene presentata la fotocamera EOS RT, analoga alla EOS 600, ma con lo specchio fisso semi trasparente che permette di aumentare la velocità di ripresa fino a cinque scatti al secondo.
Nel 1990 viene presentato il modello EOS 700, analogo al modello EOS 750 e come questo equipaggiato con un piccolo flash elettronico estraibile posto sul tettuccio, con lo stesso otturatore, ma con le velocità lente limitate a due secondi, e con alcune funzioni automatiche in più. Nello stesso periodo viene presentato il modello semi professionale Canon EOS 10, equipaggiato con un otturatore che raggiunge il quattromilesimo di secondo, con il flash incorporato, e con un motore veloce. La Canon EOS 10 utilizza tre sensori per la messa a fuoco automatica, offre numerose possibilità di funzionamento, compresa la possibilità di integrare i programmi con nuovi programmi da aggiungere in un secondo momento, e viene costruita anche in una versione speciale commemorativa con la carrozzeria in colore argentato anziché rigidamente nero come tutte le altre fotocamere Canon EOS. Nella fascia più economica viene messa in commercio la EOS 1000, con la velocità massima di otturazione limitata ad un millesimo ed un motore con la velocità massima di ripresa di uno scatto al secondo. La EOS 1000 viene realizzata anche nella versione EOS 1000F con il flash incorporato sul tettuccio. Nel 1992 le EOS 1000 vengono rinnovate portando la velocità dell’otturatore al duemilesimo di secondo e vengono ribattezzate rispettivamente EOS 1000N ed EOS 1000FN, ma per il mercato USA vengono individuate con il nome REBEL.  
Nel 1991 viene messa in produzione la fotocamera Canon EOS 100, ribattezzata ELAN negli USA, che utilizza lo stesso otturatore e lo stesso flash incorporato della EOS 10, oltre a moltissime delle funzioni automatiche, ma si caratterizza per l’estrema silenziosità di funzionamento. Nello stesso anno viene messa in commercio, ma solo al di fuori del Giappone, una fotocamera “anomala” che utilizza l’innesto a baionetta delle fotocamere EOS, ma rinuncia alla messa a fuoco automatica. La fotocamera viene battezzata Canon EF-M e monta un otturatore con le velocità di otturazione comprese fra due secondi ed un millesimo di secondo.

CANON EOS SERIE 5
Nel 1992 la produzione delle fotocamere Canon EOS subisce una evoluzione con la presentazione del modello EOS 5, ribattezzato EOS A2 negli USA. La fotocamera è caratterizzata da un otturatore che arriva all’ottomilesimo di secondo, da un motore veloce che può essere potenziato, da un piccolo flash incorporato, e da cinque sensori per il rilevamento della messa a fuoco, disposti orizzontalmente. La selezione della messa a fuoco può essere effettuata manualmente oppure automaticamente, semplicemente indirizzando lo sguardo verso la direzione voluta. Questo sistema di messa a fuoco, derivato da tecnologie di puntamento militari, costituisce una novità assoluta, ma al di là della trovata, la EOS 5 si qualifica per le proprie doti di robustezza ed affidabilità, oltre che di flessibilità e capacità operative tali da avvicinarsi molto alla EOS 1. Nel 1993 viene presentata la EOS 500, con la velocità di otturazione più alta pari ad un duemilesimo di secondo, completa del flash incorporato e di tre sensori per il rilevamento della messa a fuoco.  Denominata REBEL XS negli USA e KISS in Asia, la EOS 500 può essere accessoriata con telecomandi, oculari ed impugnature diverse, e viene costruita in una versione semplificata denominata REBEL X  e commercializzata solo negli USA. Nel 1996 la EOS 500 viene aggiornata nel modello EOS 500N e nel 1995 viene commercializzata sui mercati europei la EOS 5000, caratterizzata da un otturatore con le velocità di otturazione fra otto secondi ed un duemilesimo di secondo e da una semplicità operativa estrema, con la riduzione di molte funzioni. Nello stesso anno viene invece messa in produzione la fotocamera di classe media EOS 50, ELAN II negli USA, con l’otturatore che raggiunge il quattromilesimo, la carrozzeria argentata, il flash incorporato, realizzata nella versione “normale” e nella versione EOS 50E, con la selezione automatica su tre punti di messa a fuoco, con lo sguardo. La EOS 50 può essere fornita con il dorso datario di serie e può essere accessoriata con un portabatterie aggiuntivo ed un alimentatore di grande capacità.

LE NUOVE EOS 1
Nel novembre del 1994 la fotocamera Canon EOS 1, viene completamente aggiornata e viene presentata con il nome Canon EOS 1N. Vengono sostituiti il sistema di rilevazione dell’autofocus, basato su cinque sensori come nella Canon EOS 5, ed il sistema di misurazione della luce, basato su sedici zone. Oltre alla misurazione sull’area centrale ristretta viene aggiunto un modo di misurazione ancora più selettivo, e viene migliorata la velocità del motore che arriva a tre fotogrammi al secondo con le batterie normali e raggiunge sei scatti al secondo nella versione Canon EOS 1N HS equipaggiata con il portabatterie accessorio. Nel mirino della Canon EOS 1N viene aggiunta una tendina per la copertura dell’oculare durante le esposizioni lunghe, e viene aggiunta la possibilità di blocco dello specchio in posizione sollevata.

1989 - Canon EOS 1 1995 - Canon EOS 1N

Equipaggiata con lo stesso otturatore da un ottomilesimo di secondo, la EOS 1N permette la selezione automatica o manuale del punto di messa a fuoco, e si presenta con una serie di funzioni personalizzabili in più. Per le EOS 1N è previsto un portabatterie BP-E1 con non aumenta la velocità del motore, ma permette l’impiego di batterie tipo AA o ricaricabili al nichel cadmio, oltre alle normali batterie al litio da 6 volt.
Accanto alla fotocamera EOS 1N viene presentato il modello Canon EOS 1N DP che utilizza un portabatterie BP E1 incorporato per batterie di tipo AA e le normali batterie al litio, permettendo una alimentazione alternata della fotocamera ed una velocità di ripresa fino a sei scatti al secondo.
Nel marzo del 1995 viene presentata una versione della EOS 1N denominata Canon EOS 1N RS, caratterizzata dal portabatterie E1 incorporato e dalla presenza di uno specchio fisso semitrasparente. La EOS 1N RS può essere regolata su due velocità di trascinamento, da tre scatti al secondo fino a dieci scatti al secondo, in base al tipo di modo di funzionamento dell’autofocus e dell’automatismo dell’esposizione.

CURIOSITA': IL PRIMO DIGITALE

La Kodak mette allo studio fino dagli anni Ottanta i sensori CCD per la registrazione digitale delle immagini ottiche, utilizzando dei corpi macchina reflex 35mm e realizzando parecchi prototipi. Nel 1991 viene commercializzata la reflex Kodak DCS o DCS 100, basata su un corpo Nikon F3, seguita nel 1992 dalla Kodak DCS 200 basata su un corpo Nikon F801s e nel 1994 dalle Kodak DCS 400 basate su corpi Nikon F90s.
Nel 1995, in seguito ad un accordo con Canon, vengono realizzate mille fotocamere Kodak EOS DCS basate su corpi Canon EOS 1n: Canon EOS DCS-3. La capacità del sensore CCD è di 1.3 megapixel appena, il peso della fotocamera è di circa 2 kg, e il costo per l'America era di $ 20.000, solo per la fotocamera!! Questo modello viene seguito nel 1998 dalle Kodak/Canon EOS D2000 e D6000, ancora su corpi Canon EOS 1n modificati.
La prima vera reflex digitale firmata solo da Canon EOS D30 del 2000.

Nel marzo del 2000 la Canon EOS 1 subisce la sua ultima variazione nella versione a pellicola, e viene denominate Canon EOS 1V (V per Vittoria, ma anche per Visual). La EOS 1V si caratterizza per una nuova carrozzeria, una struttura pesante in lega metallica e per la tenuta stagna a umidità e polvere. La EOS 1V monta lo stesso otturatore da un ottomilesimo di secondo ed un motore incorporato con la velocità di ripresa di 3.5 scatti al secondo, aumentabile in base alla alimentazione. I sistemi autofocus e di misurazione della luce sono estremamente sofisticati, il primo si basa su quarantacinque punti con selezione automatica o manuale e con la memorizzazione della selezione, il secondo si basa su ventuno zone con il sistema valutativo, della media ponderata, su di un’area ristretta o ristrettissima e con la possibilità di misurazioni multiple.

CANON EOS SERIE 3
Alla fine del 1998 viene presentata la prima fotocamera di una nuova serie, denominata Canon EOS 3. La EOS 3 è una reflex semi professionale che ripete alcune caratteristiche ed alcune prestazioni delle reflex professionali EOS 1 ma può arrivare a sette scatti al secondo grazie ad un portabatterie accessorio. La messa a fuoco automatica avviene su quarantacinque punti diversi, e la misurazione della luce su ventuno zone. Priva del piccolo flash incorporato, inadatto per le riprese professionali, la EOS 3 permette la selezione automatica o manuale del punto di messa a fuoco, anche con il semplice controllo visivo. La misurazione della luce può avvenire con il metodo valutativo, il metodo medio compensato o il metodo sull’area ristretta parziale centrale, oppure su di un unico punto, che può essere quello centrale o qualsiasi altro punto a scelta del fotografo, o su più punti con la media. Il mirino ha gli schermi intercambiabili, ed i portabatterie accessori, completi del secondo pulsante di scatto, possono utilizzare batterie a stilo AA o batterie ricaricabili al nichel cadmio. La EOS 3 può utilizzare inoltre un dorso datario, i controlli a distanza con o senza cavo di collegamento, ed i flash non collegati via cavo.

CURIOSITA': CANON EOS APS

A metà degli anni Novanta alcune industrie fotografiche decidono di lanciare sul mercato una alternativa alla tradizionale pellicola 35mm con doppia perforazione, aggiungendo allo spazio del fotogramma una banda laterale ottico/magnetica per la registrazione di una serie di dati inerenti l’immagine registrata. Le immagini vengono registrate sulla pellicola, larga 24mm, nel formato 30.2x16.7mm e possono essere stampate nel formato pieno, nel formato ridotto 25.1x16.7mm o nel formato panoramico 30.2x9.5mm. Il nuovo formato APS (Advanced Photo System) viene presentato nel 1996, in caricatori speciali incompatibili con i caricatori standard da 35mm. Per l’impiego dei caricatori APS vengono realizzate nuove fotocamere, fra cui alcune reflex con gli obiettivi intercambiabili.

1996 - Canon IX 1998 - Canon IX7

Alla Photokina del 1996 Canon presenta la propria linea di fotocamere APS, fra cui la sofisticata reflex Canon EOS IX, che utilizza una carrozzeria dalla sagoma estremamente originale ed un innesto a baionetta Canon EOS. La EOS IX viene equipaggiata con un  piccolo flash estraibile, un motore da due scatti e mezzo al secondo, ed un otturatore con le velocità di otturazione fra trenta secondi ed un quattromilesimo di secondo. La Canon IX può utilizzare tutti gli obiettivi Canon con innesto EOS,  e viene offerta corredata con un obiettivo zoom EF 24-85mm f/3.5-4.5 con le finiture accoppiate con quelle della fotocamera.
Nel 1998 las EOS IX viene affiancata dal modello più economico Canon EOS IX7 (Canon EOS IX Lite in Giappone), che utilizza una carrozzeria più tradizionale, simile a quella della Canon EOS 500, ancora caratterizzata dal piccolo flash incorporato, da un motore da uno scatto al secondo, e da un otturatore da un duemilesimo di secondo. La EOS IX7 viene rifinita nel colore argento e corredata con un obiettivo zoom Canon EF 22-55mm f/4-5.6, ma è previsto anche l’impiego dello zoom Canon EF 55-200mm f/4.5-5.6.

Nella primavera del 1999 vengono presentate le fotocamere EOS 3000 ed EOS 300. Ambedue le fotocamere montano un otturatore da un duemilesimo di secondo, un piccolo flash incorporato ed un motore per l’avanzamento della pellicola. La EOS 3000 ha l’esposizione può essere regolata sul programma flessibile P o sul programma “verde”, con la prevalenza al diaframma o all’otturatore, in manuale, in base alla profondità di campo desiderata o per soggetti (ritratto, paesaggio, azione, macro), oltre che con il flash incorporato e con i flash dedicati.
Nel 2002 la EOS 3000 viene presentata in una nuova versione con la carrozzeria di colore argento destinata esclusivamente all’esportazione e denominata Canon EOS 3000N (EOS REBEL XN negli USA). La EOS 3000N utilizza lo stesso otturatore da un duemilesimo di secondo, un piccolo flash incorporato e lo stesso motore di avanzamento. La EOS 3000N, oltre ai consueti automatismi, offre anche l’esposizione automatica differenziata a forchetta. Come la EOS 3000 anche la EOS 3000N viene offerta nella versione EOS 3000N Date, equipaggiata con il dorso datario di serie.
La Canon EOS 300 (REBEL 2000 negli USA e KISS 3 in Asia), è rifinita nei colori argento e nero come le Canon EOS 500N, a cui somiglia molto nell’estetica e nelle funzioni principali. Nel novembre 2001, per il solo mercato giapponese, viene realizzata una versione della EOS KISS 3 denominata EOS KISS 3L, caratterizzata per le finiture argentate di alcune parti, e per la possibilità di comando a distanza.
Nel 2000 viene presentata la fotocamera EOS 30 (ELAN 7 negli USA ed EOS 7 in asia), dalle caratteristiche interessanti e dalle prestazioni superiori, con la messa a fuoco comandata dallo sguardo, un otturatore da un quattromilesimo di secondo ed un motore veloce fino a quattro scatti al secondo.  La versione gemella priva della messa a fuoco con lo sguardo viene commercializzata con il nome EOS 33. La EOS 30 incorpora un piccolo flash elettronico, utilizza un sistema di messa a fuoco su sette sensori, la misurazione della luce su trentacinque zone, commutabile nel sistema della media ponderata o della misurazione selettiva al centro. L’esposizione automatica con i soliti programmi può essere corretta, bloccata o diversificata con il bracketing. 

1998 - Canon 3 2000 - Canon 1V 2004 - Canon 300X

Nel 2002 i modelli EOS economici vengono contrassegnati con la lettera V e si caratterizzano per una nuova carrozzeria, per le dimensioni compatte e per le prestazioni avanzate. La prima fotocamera della nuova serie viene individuata come EOS 300V (REBEL T1 negli USA e KISS 5 in Asia) e deriva dalla Canon  EOS 300 di cui conserva le finiture argentate, l’otturatore da un duemilesimo di secondo, il piccolo flash incorporato ed il motore da due scatti al secondo. La rilevazione dell’autofocus si basa su sette punti come nella EOS 300, ed il sistema di misurazione della luce su trentacinque zone. Come la EOS 300 anche la EOS 300V viene offerta nella versione EOS 300V Date equipaggiata con il dorso datario di serie. Dopo un anno viene presentata la EOS 3000V, (REBEL K2 negli USA e KISS LITE in Asia) che utilizza la stessa carrozzeria, lo stesso otturatore da un duemilesimo di secondo, lo stesso flash incorporato ed un motore da 1.5 fotogrammi al secondo. I sistemi di rilevazione autofocus e di misurazione della luce sono identici, ed identici sono i modi possibili di esposizione automatica e manuale.
Per semplificare la Canon EOS 3000V vengono eliminati alcuni elementi non essenziali, come l’illuminazione del display, la correzione diottrica dell’oculare del mirino, la presa del cavo a distanza ed il tasto per la chiusura manuale del diaframma. Anche la Canon EOS 3000V viene offerta nella versione EOS 3000V Date equipaggiata con il dorso datario di serie.
Nel 2004 le EOS 30 ed EOS 33 vengono presentate nelle nuove versioni denominate EOS 30V ed EOS 33V in Europa, EOS ELAN 7NE ed EOS ELAN 7N negli USA, e semplicemente EOS 7S in Asia. La versione EOS 30V viene offerta anche nella versione Date con il dorso datario di serie, e viene equipaggiata con la messa a fuoco guidata dall’occhio, mentre la EOS 33V ne è sprovvista. Per ogni altro particolare le due fotocamere sono identiche.

BASTA LE ANALOGICHE, PURTROPPO
L’ultima Canon EOS reflex a pellicola viene presentata alla fine del 2004, si chiama EOS 300X (REBEL T2 negli USA e KISS 7 in Asia) ed è una variante della Canon EOS 300V di cui mantiene quasi inalterata l’estetica, le funzioni ed il piccolo flash incorporato, ma viene equipaggiata con un otturatore da un quattromilesimo di secondo e con un motore da tre scatti al secondo. La EOS 300X viene fornita anche nella versione Canon EOS 300X Date con il dorso datario di serie. Come nella EOS 300V la rilevazione dell’autofocus si basa su sette punti, il sistema di misurazione della luce si basa su trentacinque zone e l’esposizione automatica utilizza gli stessi programmi. Il mirino ha la correzione diottrica dell’oculare e sono presenti il tasto per la chiusura manuale del diaframma e l’innesto per il cavo del comando a distanza. Oltre alle funzioni comuni alla Canon EOS 300V, la Canon EOS 300X permette l’impostazione di sei funzioni personalizzate.

Nel 2007 è cessata le reflex analogiche a favore del digitale.

CURIOSITA': IL MUSEO DI CANON

Canon ha messo del 2005, forse addirittura prima, un interessante archivio denominato “Virtual Canon Museum” che contiene  tutta la sua produzione. Nella sezione “film cameras” (vedi) si trovano le schede, in lingua inglese, di tutte le fotocamere e gli obiettivi costruiti fino dal 1933. La sezione “film cameras” è organizzata in ordine cronologico, per decenni successivi (1933-1955 – 1956-1965, etc.), ma anche in base al nome delle fotocamere (Rangefinder, Canonet, Demi, R, F, A, T, EOS, etc.). Sono presenti anche le fotocamere costruite nelle varianti speciali, solo per l’esportazione o solo per il mercato interno giapponese, e per ogni fotocamera vengono specificate le sigle assegnate sui diversi mercati. Anche gli obiettivi sono classificati per famiglia (S, R, FL, FD, new FD, EF).

 

 

Testo: Danilo Cecchi. Immagini: commons.wikimedia.org (4), kenrockwell.com (3), flickr.com (2), photo.net,  mir.com.my, camera.zincyber.info, huffman.tk, bidorbuy.co.za, photoethnography.com, en.academic.ru, letsgodigital.org, kameramuseum.de, più altre canon camera museum.